Come vediamo le cose dall’Italia: approfondimento di mercato su Brasile e America Latina

Executive summary

· Nonostante il recente recupero dei principali indici azionari e obbligazionari e del REAL, il Brasile rappresenta una delle più interessanti opportunità di investimento di breve-medio termine e qualsiasi discesa temporanea deve essere considerata come un’occasione di acquisto

· Il Real può apprezzarsi di un ulteriore 10% nei prossimi mesi

· Le prossime elezioni non appaiono un elemento di discontinuità di cui i mercati debbano preoccuparsi: il Brasile è una democrazia forte ed entrambi i candidati hanno dichiarato di volere proseguire nel cammino delle riforme strutturali.

Dati Macro PIL e crescita economica

Il PIL prodotto dalla regione Latam rappresenta circa il 5.5% del PIL globale.

· Brasile e Messico rappresentano oltre il 50% dell’economia del LATAM.

· L’Argentina, anche se attraversata da una prolungata recessione economica e da un default finanziario, è ancora la terza economia dell’area LATAM.

· Colombia e Perù sono le nuove economie emergenti dell’area LATAM.

· Il Venezuela, fino al 2014 quarta economia più sviluppata dell’area, è crollata a seguito dei problemi politici interni e delle sanzioni internazionali

L’America Latina ha avuto una minore crescita economica rispetto i paesi sviluppati e ad altre economie emergenti negli ultimi 10 anni. Le ragioni che hanno guidato questa “sotto-performance” sono state le materie prime e l’instabilità politica interna. L’America Latina è cresciuta sensibilmente meno della Cina e delle economie emergenti asiatiche; tuttavia, nel corso del 2021 la regione ha iniziato una fase di recupero, guidata in particolare da uno degli effetti principali della pandemia: il recupero del prezzo delle materie prime dopo diversi anni di deflazione.

Materie Prime

L’America Latina è una fonte importante di materie prime a livello mondiale, sia per quanto riguarda le hard commodities (ossia le materie prime estratte dalla terra come oro, ferro, zinco, rame) che per le soft commodities (tra queste ultime si considerano materie prime coltivate o allevate, ovvero prodotti alimentari sostanzialmente deperibili). Le principali materie prime alimentari prodotte nella regione sono il caffè, semi di soia, zucchero di canna e carne.

A livello di hard commodities, la regione risulta avere una esposizione, in particolare, a quelle che sono alla base della transizione energetica e che formano parte della catena di produzione delle batterie e fonti energetiche rinnovabili. È ragionevole assumere che questi mercati avranno una crescita sostenuta nei prossimi anni e che il prezzo delle materie prime rimanga sostenuto.

Finanza Pubblica

Negli ultimi 10 anni il debito pubblico netto dell’area Latam è cresciuto in linea con le principali economie globali. Nonostante l’instabilità dei governi e l’ascesa dei partiti populisti, la regione è stata in grado, contrariamente alle aspettative, di tenere sotto controllo le proprie finanze pubbliche. Uno dei principali effetti della pandemia sulle economie sviluppate è stato quello di spingere i governi a stimolare la ripresa economica attraverso l’uso di deficit di bilancio e conseguentemente aumentare il livello del debito. I governi dell’America Latina sono stati prudenti riguardo lo stimolo fiscale, ragion per cui nel pieno della fase della pandemia l’impatto economico è stato molto duro.

Tuttavia, ora che l’economia globale è stanzialmente uscita dalla pandemia, le finanze pubbliche dei paesi LATAM sono più sane che in diversi paesi sviluppati e i livelli di indebitamento sono rimasti coerenti con quelli gli anni pre-pandemia.

Banche Centrali e Inflazione

L’America Latina ha dovuto affrontare livelli elevati di inflazione prima di altri paesi emergenti e sviluppati (circa 9 mesi di anticipo). Di conseguenza, le banche centrali dell’area hanno iniziato ad inasprire le condizioni monetarie prima della maggior parte delle altre banche centrali nel mondo. Le banche centrali dell’America Latina hanno iniziato un ciclo di rialzo dei tassi anticipando la FED e posizionandosi in una situazione di vantaggio rispetto la maggior parte delle economie sviluppate. Livelli elevati di inflazione si possono osservare tanto nei paesi sviluppati come nelle economie LATAM, ma i livelli dei tassi di queste ultime, lascia presagire che il ciclo di rialzo dei tassi è prossimo a terminare. Un ciclo dei tassi che volge al termine stabilizza le aspettative del mercato e favorisce il rialzo degli stesse.

Come conseguenza delle politiche monetarie restrittive, le aspettative di crescita economica nel 2022 per l’area sono inferiori rispetto a quelle viste nel 2021, ma è probabile che le revisioni abbiano raggiunto o siano molto vicine al minimo.

È bene notare che il Brasile è tra i pochi paesi al mondo ad avere dei tassi reali positivi (Tasso della Banca Centrale > Tasso di Inflazione) e questo ha spinto molti investitori ad entrare nel obbligazionario Brasiliano

Mercati Finanziari

Il principale indice azionario Latam, l’MSCI EM Latam, fornisce un quadro piuttosto rappresentativo della composizione geografica e settoriale, a livello azionario, della regione. MSCI Global Standard Index ha annunciato a giugno 2021 che l’Argentina sarebbe uscita (novembre 2021) dall’indice azionario MSCI EM Latin America, per assumere lo status di Frontier Market, in linea con gli standard del gruppo in termini di liquidità ed accessibilità agli investimenti.

Brasile e Messico rappresentano quasi il 90% dell’indice azionario, con una chiara predominanza del Brasile rispetto al Messico, dovuto alla maggiore numerosità di titoli, nonché per i livelli di liquidità del mercato. Cile, Perù e Colombia hanno un peso marginale nell’indice, anche se è ragionevole assumere che nei prossimi anni, con un maggiore sviluppo del mercato azionario, possano incrementare di peso.

Lo spaccato settoriale mostra i principali driver delle economie nella regione: finanziari e materie prime rappresentano circa il 50% dell’indice. Includendo consumer staples (beni di prima necessità) ed energetici si arriva quasi al 75%. Materie prime ed energetici hanno come principale motore di crescita quello dell’esportazione e del commercio internazionale, mentre finanziari e consumer staples seguono dinamiche domestiche nella regione. Se allarghiamo il campo d’osservazione, i paesi emergenti sull’indice azionario globale MSCI All Country (che include paesi sviluppati ed emergenti) pesano per circa il 10%, mentre il peso dell’area LATAM sull’indice MSCI Emergenti è del 9% circa.

Real Brasiliano

L’indice Citi Commodity Terms of Trade index (CTOTBRL) misura la performance relativa dei prezzi delle materie prime esportate e importante in una specifica regione. Una lettura/movimento positivo dell’indice significa che i prezzi delle materie prime esportate hanno sovra-performato i prezzi delle materie prime importate. L’indice dovrebbe quindi approssimare il valore fondamentale di una valuta, specialmente quando la sua economia è legata alle materie prime. Il Real Brasiliano si vede sottovalutato rispetto ai suoi fondamentali

Elezioni Presidenziali – Lula & Bolsonaro

Il prossimo ottobre si svolgeranno in Brasile le elezioni presidenziali. I principali candidati che si contenderanno la vittoria finale sono Lula (PT: Partito dei Lavoratori – Sinistra) e Bolsonaro (PL: Partito Liberale – Destra). Sebbene nei mesi passati si sia speculato molto su una «terza via», ovvero un candidato non facente parte a nessuno dei due schieramenti principali, nessuno dei candidati «alternativi», ad oggi, sembra sia in grado di arrivare al ballottaggio finale. Bolsonaro e Lula, entrambi con reali possibilità di vincere le elezioni, sono ben conosciuti dalla popolazione e dai mercati. Bolsonaro è l’attuale presidente e Lula ha governato il paese per otto anni. L’elezione del 2022 è vista molto più come una discussione sulla crescita economica del Paese e su chi sarà il principale motore di sviluppo economico: lo Stato o il settore privato. In questo scenario, il risultato delle elezioni del 2022 avrà un impatto molto più ridotto sui mercati di quanto ci si potrebbe aspettare.

Bolsonaro ha fatto molte riforme a livello microeconomico e ha favorito la privatizzazione dei settori infrastrutturali. Questi ultimi continueranno ad essere avvantaggiati qualora vincesse Bolsonaro. Lula, d’altra parte, crede in una maggiore presenza dello Stato nell’economia, ad esempio usando banche pubbliche per alimentare il credito e le politiche pubbliche. In generale, è bene ricordare che il Brasile è una democrazia consolidata con istituzioni adeguate e funzionanti, basti considerare che il paese ha sperimentato due impeachment presidenziali dagli anni ’90, entrambi frutto di indagini di un pubblico ministero e con votazioni a maggioranza nel Congresso. Non riteniamo ci sia alcun rischio di «scontro» sociale nel paese che possa degenerare in un rischio per la democrazia. Per concludere: riteniamo che qualsiasi fase di volatilità in vista delle elezioni possa essere vista come opportunità per accumulare asset rischiosi brasiliani, dato che non riteniamo ci saranno radicali cambi a livello macro economico per il paese.

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